Cos'è un prompt
e come si scrive bene
Non devi essere un tecnico per usare l'AI in modo efficace. Devi solo sapere come parlarle. Questa guida ti insegna l'unica cosa che conta davvero.
Cos'è un prompt, in parole semplici
Un prompt è semplicemente quello che scrivi all'AI per dirle cosa fare. È l'istruzione, la richiesta, il testo di input. Tutto lì.
Il punto è che l'AI non legge la tua mente. Risponde a quello che le scrivi, nel modo in cui glielo scrivi. Un prompt vago produce una risposta vaga. Un prompt preciso produce una risposta precisa.
I 4 elementi di un prompt efficace
Non devi usarli tutti ogni volta — ma più li includi, migliore sarà il risultato. Considera questi quattro elementi come le fondamenta di qualsiasi prompt che funziona.
Definire un ruolo orienta il modello su tono, vocabolario e prospettiva. L'AI si comporta diversamente se la tratti come un avvocato, un copywriter o un assistente HR — anche davanti allo stesso compito.
"Sei un consulente del lavoro con 20 anni di esperienza."
"Comportati come un editor editoriale severo ma costruttivo."
Il contesto è ciò che rende la risposta pertinente alla tua situazione specifica e non una risposta generica valida per chiunque. Includi solo le informazioni che cambiano effettivamente il risultato.
Il cliente che devo contattare è un commercialista di 45 anni,
già cliente da 2 anni, che non rinnova da 3 mesi."
Descrivi l'output che ti aspetti: tipo di testo, struttura, lunghezza, formato. "Scrivi qualcosa" è diverso da "Scrivi un'email di 3 paragrafi con oggetto incluso".
— oggetto accattivante (max 8 parole)
— corpo di 3 paragrafi brevi
— call to action finale"
I vincoli sono spesso la parte più trascurata — e quella che fa più differenza. Dire cosa non fare è altrettanto importante che dire cosa fare. Definisci tono, stile e limiti espliciti.
Lunghezza: max 120 parole.
Evita: frasi come 'non esitare a contattarci',
linguaggio burocratico, promesse vaghe."
Lo stesso obiettivo, due prompt diversi
L'obiettivo è identico: scrivere un'email per recuperare un cliente che non risponde. La differenza tra un prompt generico e uno strutturato è abissale.
Ho un cliente (Marco, titolare di uno studio dentistico) che ha usato il mio servizio di gestione social per 8 mesi e poi ha smesso senza spiegazioni. Non risponde da 6 settimane.
Scrivi un'email di reengagement breve (max 90 parole) con oggetto incluso.
Tono: diretto, senza supplicare. Evita frasi come "spero che stia bene" e non menzionare lo sconto.
Abitudini che migliorano ogni prompt
- Un compito alla volta. I prompt con 5 richieste diverse producono risposte diluite. Separa i task in prompt distinti.
- Itera, non riscrivere da zero. Se la risposta è quasi giusta, chiedi una modifica specifica: "Riscrivi il secondo paragrafo in modo più diretto" funziona meglio di ricominciare.
- Specifica il formato dell'output. "Fammi una lista puntata", "scrivi in tabella", "dammi 3 versioni alternative" — il formato cambia l'utilità del risultato.
- Dì cosa evitare. "Senza gergo tecnico", "evita il tono saccente", "non usare elenchi puntati" — i vincoli negativi sono spesso più potenti di quelli positivi.
- Chiedi all'AI di chiedere. Se il compito è complesso, aggiungi: "Prima di rispondere, chiedimi le informazioni che ti servono." Funziona sorprendentemente bene.
- Lunghezza ≠ qualità. Un prompt di 3 righe ben scritto batte uno di 20 righe confuso. La chiarezza è tutto.
Ora usa un prompt già pronto
Nell'archivio trovi prompt strutturati con i 4 elementi già al posto giusto.
Copialo, personalizza i campi tra parentesi, e via.